ANTIRETORICA, 2019

ANTIRETORICA

Particolare di / detail of  “Boys on Jupiter”

 

ANTIRETORICA

Dal 14 novembre 2019 al 26 gennaio 2020 / from November 14th 2019 to January 26th 2020

a cura di  / curated by Lorenzo Madaro

Galleria Monopoli, via Ventura 6, Milan / Milano

 

 

Si muove su crinali complessi la ricerca artistica di Matteo Negri (San Donato Milanese-Milano, 1982; vive e lavora a Milano), attraverso un percorso che include installazione e scultura, pittura e ceramica, progettualità e manualità, in un’onda singolare di tracce, percorsi e vie di un’indagine che racchiude differenti ambiti, con specifici cicli che definiscono determinati perimetri d’azione.  Per questa nuova mostra, che segna anche un ritorno nella Galleria Monopoli, allestita nel loft dal profilo architettonico rigoroso in via Ventura a Milano, Negri propone un ciclo ragionato di opere a parete della produzione recente, concepite applicando speciali pellicole colorate affiancate a strati di grafite su alluminio o su carte di differenti formati. Questo procedimento consente ai singoli elementi cromatici di essere mutanti, di cambiare forme e di assorbire in maniera molteplice la luce ai passaggi dello sguardo e quindi dello spettatore. C’è uno spettro di luci che cattura visione, talvolta dilatando ciò che si interfaccia al suo cospetto. Ma non c’è solo la luce, c’è l’immagine che in qualche modo si rispecchia e che non è mai iconica e narrativa, e non occhieggia neppure alle esperienze consolidate di Michelangelo Pistoletto o di altri artisti che hanno impiegato lo specchio nella propria indagine visuale. Quello che Matteo Negri invece pratica costantemente con queste nuove opere esposte in Galleria Monopoli è una esplorazione su una terza via, che mette idealmente in connessione realtà e virtualità, ma senza l’intervento della multimedialità fotografica, bensì con un approccio che potremmo definire analogico, anzi artigianale, perché concepito con le mani, confermando un’altra delle attitudini di Matteo Negri, ovvero il suo essere sempre homo faber.

Emergono così spazi, nuovi spazi, formati dalla congiuntura intransigente di linee, cromie e pellicole colorate adesive, che rappresentano naturalmente novelle colorazioni capaci di integrarsi perfettamente con le preesistenti. La mostra è accompagnata da un catalogo che contiene una selezione ragionata di fotografie delle opere già installate nello spazio espositivo e un contributo critico del curatore Lorenzo Madaro, che osserva: “La modularità di queste opere è una costante che si traduce al contempo nella assidua reinvenzione dei perimetri cromatici sulle differenti superfici, che diventano quasi metalliche nella percezione visiva, in un’ottica di ascendenza minimalista che in questo momento sociale per Negri rappresenta una possibilità per entrare nella realtà e di superarla senza dover cedere alla produzione di immagini, in un mondo, come quello attuale, contraddistinto proprio da una iperproduzione di icone, effimere o costanti,  sempre in divenire. La mostra – prosegue Madaro in catalogo – pertanto si rivela come un’esperienza immersiva, in cui il pubblico è invitato a entrare nello spazio, allestito con intransigente essenzialità, ed a vivere le costanti sollecitazioni dei colori nel ritmo incalzante delle forme geometriche”. 

For this new exhibition, which also marks his return to the Monopoli Gallery, set up in the loft with a rigorous architectural profile in via Ventura in Milan, Negri proposes a reasoned cycle of wall art -works from a recent production, conceived by applying special colored films placed side by side with graphite layers on aluminum or on papers in different dimensions . This process allows the individual chromatic elements to be mutants, to change shapes and to absorb the light in a multiple way according to the passages of the spectator’s look . There is a spectrum of lights that captures vision, sometimes dilating what interfaces in its presence. But there is not only light, there is an image that somehow reflects , without being  iconic and narrative,  without  showing  similarities with consolidated experiences of Michelangelo Pistoletto or other artists who have used the mirror in their own visual investigation. What Matteo Negri constantly practices with these new art-works exhibited in Galleria Monopoli , is an exploration of another alternative  way, which ideally connects reality with virtuality,  without the intervention of  a  multimedia photographic effect ,  with an approach that we could define as analogic, even handmade, because built by hands, confirming another of Matteo Negri’s attitudes,  always being homo faber.

Emerging spaces, new spaces , formed by the uncompromising conjuncture  of lines, colors and colored  adhesive films, which naturally represent new colors able to perfectly integrate  with the pre-existing ones.The exhibition is accompanied by a catalog containing a reasoned selection of photographs of the works already installed in the exhibition space and a critical contribution issued by the curator Lorenzo Madaro, who observes: “The modularity of these works is a constant that which is translated at the same time into the assiduous reinvention of chromatic perimeters on the different surfaces, which become almost metallic in the visual perception and  in a perspective  of minimalist ancestry.Representing in this social moment for Negri a possibility to enter reality and overcome it without having to produce images, in a world , like the current one, characterized precisely by a hyper-production of icons, ephemeral or constant, always in progress. The exhibition – continues Madaro in the catalog – therefore reveals itself as an immersive experience, in which the public is invited to enter the space, set up with intransigent essentiality, to experience the constant solicitations of the colors in the pressing rhythm of geometric shapes”.

 

 

Veduta della mostra /  Installation views

Da sinistra/ from the left:  “Landing on Cerere n.25.19” e “Landing on Cerere n.8.19”, acrilico, grafite, pellicola dicroica adesiva su alluminio spazzolato e piegato / Acrylic, graphite, dicroic adhesive film on brushed aluminium curved foil;  cad. cm 100x80x6 , anno / year 2019 ; a destra/ on the right “Boys on Jupiter”

 

“Boys on Jupiter”; acrilico, grafite, pellicola dicroica adesiva su alluminio spazzolato e piegato / Acrylic, graphite, dicroic adhesive film on brushed aluminium curved foil;  cm 60x80x6 , anno / year 2019

Da sinistra, from the left: “Plias Crater, a vojage on Janus”  “Hulk Crater, a voyage on Janus” , “Jason’s”