In Vitro, 2007

“Acquarius” ceramica nero metallico, vetro, ferro, acqua, pesci, neon / ceramic black metal, glass, iron, water, fishes, neon cm 120x60x190

“Acquarius” backstage pictures

“Acquarius” ceramica nero metallico, vetro, ferro, acqua, pesci, neon / ceramic black metal, glass, iron, water, fishes, neon cm 120x60x190

“Acquarius” particolari, ceramica nero metallico, vetro, ferro, acqua, pesci, neon / details, ceramic black metal, glass, iron, water, fishes, neon cm 120x60x190

 

Immagini dell’installazione composta da quindici sculture, su due tavoli da biliardo, ceramica, dimensioni variabili / images of the installation composed by fifteen sculptures on two pool tables, ceramic, different dimensions

Vista dell’installazione / installation view

Viste dell’installazione / Installation views

Particolari ceramica nero metallico, ferro / details, ceramic baldi metal, iron cm 120x120x120

 

 

In Vitro

Dal 10 marzo al 9 aprile 2007 / from 10 March to 9 April 2007

A cura di / curated by Ivan Quaroni

Galleria Annovi, Sassuolo (MO), Italy

 

Nello scenario della giovane scultura italiana emerge una tendenza che sostiene, talora in senso ironico, un ritorno a pratiche di lavoro artigianali, come antidoto alla progressiva virtualizzazione dei processi creativi stimolata dall’ipertrofia della rete e dei linguaggi informatici. Si tratta di un processo che favorisce il momento della manualità come luogo di scoperta e di verifica delle capacità espressive di materiali d’uso comune, che qui vengono impiegati per sviluppare un nuovo approccio alla realtà che ci circonda. Questa tipologia plastica adotta un linguaggio preferibilmente figurativo e oggettuale che limita l’attitudine mimetica alla ricostruzione strutturale di forme naturali o di manufatti industriali, sottraendosi così al meccanismo sterile della copia. È, infatti, sulla consistenza e sulla texture dei materiali che questo tipo di scultura punta l’attenzione, in un tentativo di bilanciare e perfino smentire l’adesione mimetica al reale. […] Matteo Negri, con le mine subacquee e i vasi criogenici in ceramica, è impegnato a ricostruire in senso critico una porzione di realtà, ma ancora una volta la vocazione mimetica si limita alla forma degli oggetti, naufragando contro gli scogli di un cromatismo decisamente artificiale, che predilige tinte forti di matrice pop. Insomma, questi artisti pare vogliano ricollegarsi alla tradizione in un modo nuovo, facendosi vanto della perizia manuale, ma sempre nei confini di una sperimentazione formale che, lo abbiamo detto, privilegia il linguaggio dei materiali e delle superfici senza tuttavia abdicare agli obblighi di un confronto critico e serrato con la contemporaneità.

 

In the background of the young- Italian Sculpture appears a trend which states, sometimes in an ironic meaning, a comeback to a craft-made way of working as antidote to the progressive virtualisation of the creative processes which is spurred by the hypertrophy of the data processing network and languages. It is a process that support the moment of the dexterity as a moment in which it is carried out a discover or a check of the expression capacity of common materials, which are here used in order to develop a new approach to our workaday reality. This kind of plastic typology adopts a language that tends to be figurative and object-focused. This language limits the mimetic attitude to the structural recreation of natural shapes or industrial products, avoiding the reproduction as a barren copy. This kind of sculpture, actually, focus its attention on the thickness and the texture of the materials, trying to balance and even deny the mimetic adherence to the reality. […] Matteo Negri, with the underwater mines and the cryogenic pots intend to rebuild with a critic meaning a portionof reality, bits once again the mimetic vocation concerns strictly the shapes of the objects, wrecking against rocks of a really artificial crhomatism, which prefer strong-pop-root colours. It seems, therefore, that these artists wants to create a new way of tie with the tradition, boasting their dexterity, even if always in the border of a formal experimentation which favour the language of materials and surfaces without renouncing to a critic and constant comparison with the contemporaneity, as already stated.

testo di / text by Ivan Quaroni